Descrizione
Tramite il presente Bando, la Regione Emilia-Romagna, Settore Aree protette, Foreste e Sviluppo zone montane provvede a concedere i contributi destinati agli interventi conservativi e di salvaguardia degli esemplari arborei monumentali tutelati.
Soggetti beneficiari
I soggetti beneficiari dei contributi regionale concessi con il presente bando sono:
- il soggetto pubblico proprietario di un Albero Monumentale Regionale o di un Albero Monumentale d’Italia;
- il soggetto privato proprietario o avente diritto di un Albero Monumentale Regionale o di un Albero Monumentale d’Italia;
- il Comune in cui l’albero è radicato, qualora il soggetto proprietario privato o avente diritto dell’Albero Monumentale deleghi il Comune a presentare la richiesta di finanziamento e ad eseguire gli interventi sul proprio Albero Monumentale Regionale o sul proprio Albero Monumentale d’Italia.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione è un contributo a fondo perduto.
Gli interventi sono finanziati al 100% in base all’ordine della graduatoria.
L’importo massimo concedibile per domanda è fissato per gli esemplari singoli in euro 15.000,00, mentre per gli esemplari in filare o di gruppo, l’importo massimo concedibile è fissato in euro 25.000,00 per ogni annualità di riferimento.
Attività finanziabili e Spese ammissibili
Gli interventi ammessi a finanziamento sono rivolti esclusivamente al mantenimento delle condizioni di salute dell’esemplare tutelato, al miglioramento della funzionalità fisiologica, alla tutela della Zona di Protezione dell’Albero (ZPA), nonché alla tutela della pubblica incolumità.
Nel caso in cui sia stata accertata l’impossibilità di adottare soluzione alternative e l’intervento si renda assolutamente necessario, le tipologie di intervento ammesse al contributo regionale sono:
- indagini e perizie diagnostiche, fitopatologiche o di stabilità: analisi visive, tomografie, prove di trazione e altre indagini strumentali per la valutazione della stabilità bio-meccanica e morfo-strutturale dell’esemplare arboreo tutelato; le perizie possono essere oggetto di contributo anche se non propedeutiche all’intervento e possono anche essere effettuate in data antecedente alla sua candidatura;
- interventi di gestione arboricolturale quali la rimonda del secco, la potatura della chioma o la rifilatura dei monconi di branche spezzate, malate o pericolose;
- trattamenti di miglioramento delle condizioni del suolo e nel complesso della Zona di Protezione dell’Albero (ZPA) tramite la scopertura del sito di radicazione attraverso strumenti di scavo non invasivi ad aria compressa, stesura di terriccio o ammendanti, posa di pacciamatura organica, concimazioni, inoculo di microorganismi e sostanze biologiche, eliminazione di ristagni idrici;
- posa in opera, sostituzione o manutenzione di sistemi di consolidamento o di ancoraggio;
- interventi di difesa fitosanitaria;
- posa in opera di staccionate e/o di recinzioni a delimitazione della Zona di Protezione dell’Albero (ZPA), al fine di impedire il calpestio e la compattazione del suolo sotto la chioma e sul sito di radicazione;
- realizzazione di percorsi, di passerelle o di pavimenti aerati per la salvaguardia e la tutela della Zona di Protezione dell’Albero (ZPA), solo se accompagnati da un dettagliato progetto che precisi l’eventuale impatto con il sito di radicazione;
- interventi di rimozione di manufatti o di pavimentazioni presenti nella Zona di Protezione dell’Albero (ZPA), solo se accompagnati da una relazione dettagliata che illustri le eventuali ricadute sul sito di radicazione;
- reimpianto di esemplari arborei in sostituzione di alberi rimossi;
- posa in opera di cartelli didattici e segnaletici, purché conformi alle indicazioni della linea grafica regionale e nazionale di cui al “Manuale di immagine coordinata degli alberi protetti dell’Emilia-Romagna”;
- ogni altro intervento, diretto o indiretto, avente per obiettivo la conservazione o il miglioramento delle condizioni vegetative e strutturali dell’albero.
Gli interventi ammessi a contributo regionale sono quelli esclusivamente approvati dalla determinazione di concessione e devono essere realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.