Descrizione
Il bando della Regione Emilia-Romagna sostiene, per l’anno 2025, la concessione di contributi a favore di progetti finalizzati alla promozione e valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, con particolare attenzione agli aspetti didattici.
L’iniziativa rientra negli interventi di tutela, conservazione e miglioramento degli ecosistemi naturali destinati alla tartuficoltura e mira a favorire attività educative, turistiche e di sensibilizzazione legate al tartufo.
Soggetti beneficiari
I contributi sono destinati esclusivamente alle Associazioni di tartufai senza fini di lucro della Regione Emilia-Romagna che rispettino i seguenti requisiti:
- essere regolarmente iscritte ai registri nazionali e/o regionali del Terzo Settore;
- disporre di Codice Fiscale attivo;
- avere titolo di conduzione o gestione a scopo tartufigeno dei terreni oggetto del progetto, valido per almeno 5 anni (anche con rinnovo tacito);
- essere in regola con gli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali.
Entità e forma dell’agevolazione
Il contributo è concesso in forma di contributo a fondo perduto con le seguenti caratteristiche:
- Massimo 1.250,00 € per ettaro, fino a un massimo di 4 ettari complessivi pari a 5.000,00 € per beneficiario;
- non è prevista l’erogazione di contributi inferiori a 500,00 €.
La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 25.000,00 € sul bilancio 2025.
Attività finanziabili e spese ammissibili
Sono ammessi esclusivamente progetti di conservazione, ripristino e potenziamento degli ecosistemi tartufigeni e messa a dimora di piante tartufigene, con finalità didattica.
Le associazioni devono eseguire interventi colturali obbligatori, tra cui:
- abbattimento di piante secche, stroncate o danneggiate;
- eliminazione di vegetazione infestante (vitalbe, edera rampicante);
- contenimento dei rovi;
- cura della rete di regimazione idrica superficiale;
- rimozione/accatastamento del materiale di risulta del sottobosco;
- sfalcio della vegetazione erbacea.
I terreni oggetto di contributo devono mantenere la finalità didattica per almeno 5 anni dall’erogazione del contributo.